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A lezione di batteria da Luca Martelli

Ieri è stata pubblicata su Qube Music la mia intervista a Luca Martelli. Una lunga chiacchierata che ha toccato molti argomenti: dalla sua formazione all’ingresso nello storico gruppo metal demenziale Gli Atroci, dalle anticipazioni sul nuovo disco di Giorgio Canali & Rossofuoco – in uscita il 18 marzo – alle circostanze che hanno visto la nascita del Guerrilla Drum Show che Luca presenterà al pubblico di Bellinzona (Svizzera) il prossimo 10 marzo. Questo è molto altro al seguente link:

L’intervista integrale

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Tutte le foto sono state scattate da Giusy Chiumenti (Copyright © Giusy Chiumenti. All Rights Reserved).

Il sito ufficiale di Giusy Chiumenti Photography

La pagina Facebook ufficiale

TBSOD

The Bastard Sons Of Dioniso. Un disco di studio che suona come un unplugged

TBSOD hanno pubblicato un mese fa Sulla Cresta Dell’Ombra. Per il nuovo lavoro di studio il gruppo ha abbandonato l’elettricità in favore di un sound acustico, proponendo delle nuove versioni di alcuni dei loro brani più famosi, due inediti ed una cover targata Stephen Stills.

Ma – come al solito – non vi anticipo altro e vi rimando a Qube Music:

Sulla Cresta Dell’Ombra

SCDO

Il video di “Sulla Cresta Dell’Ombra”

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Luca Martelli presenta il Guerrilla Drum Show

Giovedì 4 febbraio la Locanda Blues di Roma è stata teatro di un grandissimo live di Luca Martelli. Con la sua batteria ha infiammato gli animi di tutti gli spettatori presenti nel locale. Una serata memorabile!

Il  mio report – come sempre – lo trovate su Qube Music:

Luca Martelli presenta il Guerrilla Drum Show

Vi consiglio inoltre di continuare a seguire il blog perché tra pochi giorni ci saranno delle news molto interessanti in merito!

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Fast Animals And Slow Kids live @ Monk Club (Roma, 23 gennaio 2016)

Ho trascorso il sabato sera al Monk Club di Roma per assistere al live show dei FASK. Li ricordate? Ve ne parlai la scorsa estate in occasione dei concerto dei Verdena. Allora i Fast Animals And Slow Kids furono per me una gran bella scoperta; opening act del trio bergamasco, c’investirono con una prorompente ondata di energia. Stilisticamente innovativi si presentarono sul palco con una tale verve che suscitarono in me il desiderio di conoscere più approfonditamente il loro percorso artistico e di studiare con particolare attenzione l’ultimo album Alaska. Non hanno però ispirato nella mia persona tale passione in quest’ultima occasione. Ed è un vero peccato che sia stato, così perché i ragazzi si prenderanno una lunga pausa e dunque io resterò con l’amaro in bocca per un bel po’ di tempo.

Ho però avuto il grandissimo piacere di ascoltare per la prima volta i Sadside Project, un complesso formato nel 2009 da quattro ragazzi romani che hanno fuso insieme il rock ‘n’ roll, il blues ed il folk ottenendo un risultato eccellente. Con tre album all’attivo ed importanti collaborazioni alle spalle c’è da attendersi – ed augurarsi – una brillante carriera per questa band che tanto ha infiammato il pubblico del Monk sabato sera. Il loro ultimo lavoro di studio è uscito lo scorso anno con l’etichetta Bomba Dischi/Audioglobe e s’intitola Voyages Extraordinaires.

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Vi auguro una buona lettura su Qube Music:

ll link del report

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Trimm Trabb. La fanzine italiana dei Blur

Oggi vi parlo di un interessante iniziativa nata dalla mente Andrea Lucarini, già creatore – nel 2012 – della pagina Facebook Blur Italia. Si tratta di Trimm Trabb, la fanzine italiana interamente dedicata al quartetto britannico dei Blur.

La rivista, stampata su supporto cartaceo, avrà per il momento una cadenza bimestrale e può già essere prenotata inviando un messaggio privato alla suddetta pagina Facebook. Ricca di contenuti, non dovrebbe ragionevolmente mancare nello scaffale di un vero fan di DamonGrahamAlexDave.

Mentre scrivo la redazione – me compresa – sta già lavorando sul secondo numero, ma nel frattempo è stato lanciato ieri un contest promozionale: Blur Italia è attualmente seguita da 980 persone, se entro le 23:59 di domenica 24 gennaio 2016 si toccherà o – ancora meglio – si supererà quota mille, verrà estratto un vincitore a cui verrà inviato a casa un pacco contenente il primo numero di Trimm Trabb e la spilla targata Blur Italia. Cosa aspettate a mettere “mi piace”?

La pagina Facebook “Blur Italia”

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Due nuove date per i Television di Tom Verlaine

I Television torneranno in Italia per due live show. Il primo si terrà il 29 marzo 2016 all’Orion Live Club di Ciampino (RM) ove la band statunitense riproporrà integralmente l’album di debutto Marquee Moon del 1977. Il 31 marzo sarà poi la volta dello show al Live Club di Trezzo sull’Adda (MI) durante il quale verrà invece presentata una panoramica dei loro quarant’anni di carriera. Le prevendite di entrambi i concerti si sono aperte ieri, 7 dicembre, sul circuito Ticketone e nei relativi punti vendita.

I Television sono Tom Verlaine (voce e chitarra), Jimmy Rip (chitarra e cori), Fred Smith (basso e cori) e Billy Ficca (batteria).

Martedì 29 Marzo 2016

Ciampino (RM), Orion Live Club – via John Fitzgerald Kennedy, 52

Apertura porte ore 20.00 / Inizio concerti ore 22.30

Posto unico in piedi: € 25,00 + prev. / € 30 in cassa la sera del concerto

Giovedì 31 Marzo 2016

Trezzo sull’Adda (MI), Live Club – via Giuseppe Mazzini, 58

Posto unico in piedi: € 26,00 + prev. / € 30 in cassa la sera del concerto

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Laura Di Francesco

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Editors – In Dream

Gli Editors  – chi mi conosce lo sa bene – sono da me annoverati nella top three dei migliori gruppi britannici degli ultimi dieci anni. E dando ascolto solo a quel che il miocardio attualmente mi suggerisce posso affermare che con “In Dream” si sono piazzati al primo posto. Se lo avessi ascoltato in vinile, a questo punto sarebbe ormai perforato a causa delle innumerevoli riproduzioni! La voce di Tom Smith, unita agli archi ed ai synth esercita da sempre un fascino particolare e quest’ultimo disco non fa che accrescerlo.

Ma lascio parlare la mia recensione. Buona lettura gente!

Il link della recensioneresize_1436957377

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Mother Mary Mood – Awakening

Anno: 2014

Etichetta: Autoprodotto

Genere: Alternative Rock – Post Grunge

Formazione: Filippo Spanò (voce), Marco Formosa (chitarra), Lorenzo Spanò (chitarra), Alessandro Beltrame (batteria), Marco Mantini (basso).

Voto: 7

“Awakening” è il secondo lavoro di studio dei Mother Mary Mood. L’album – autoprodotto – è stato pubblicato nel giugno dello scorso anno e rappresenta un passo in avanti a livello stilistico per la band ternana: se il sound subisce le medesime influenze del primo disco – il grunge di Seattle degli anni ’80 e ’90 o l’heavy metal dei primi Metallica – qui vi scorrono però sotterranee; a balzare in primo piano è infatti un taglio molto più articolato e ricercato, ricco di nuovi apporti provenienti da altri generi quali, a titolo esemplificativo, il country.

L’album si apre con l’accattivante riff di chitarra di “Legion”, su cui s’innesta la voce corposa di Filippo Spanò ed una seconda, sinuosa, chitarra che cattura l’attenzione dell’ascoltatore quasi fosse il tiktiri utilizzato dagli incantatori di serpenti. Dall’India si torna poi nei polverosi U.S.A. con “Swamp Fever”: che questo brano – scelto come secondo singolo estratto da “Awakening” – sia stato ispirato ai MMM dal deserto del Moyave, ove sorge la città di Las Vegas in cui i cinque si sono esibiti all’inizio della loro carriera? “Bad World” è invece una gradevole – quanto forse un po’ scontata – ballata folk rock dal sapore malinconico.

La musica si fa più dura con “27”: la batteria di Beltrame ed il basso di Mantini risultano qui impetuosi ed incisivi, mentre il cantato aggressivo finisce con lo stemperarsi solo nel felice escamotage del sing-along conclusivo. Sulla stessa linea di questa si pone anche “Devil’s Haircut”, a cui segue “Crowbar” nel cui ritornello non si può far a meno di riconoscere l’impostazione vocale vedderiana di Spanò, a cui ben si adatta per intensità e colore. La chitarra acustica torna protagonista in “John Wayne”, canzone che suona molto meno country di quel che ci si attenderebbe leggendo il titolo. “Away From Life”, che chiude il disco, è un brano dai riff fortemente distorti, caratteristica tipica del post grunge americano che i Mother Mary Mood stanno tentando d’importare e far conoscere anche nella troppo spesso recalcitrante Italia.

“Awakening” esordisce benissimo ma, proseguendo, sembra mancare di efficacia in almeno un paio di occasioni. Nonostante ciò, i MMM hanno comunque realizzato un album solido, avvolgente e viscerale, che sa entrare immediatamente nella testa dell’ascoltatore per rimanervi a lungo.

Tracklist:

  1. Legion
  2. Swamp Fever
  3. Bad World
  4. 27
  5. Devil’s Haircut
  6. Crowbar
  7. John Wayne
  8. Away From Life